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"Il colloquio con lo psicologo non è un interrogatorio ma un momento con la libertà di raccontarsi"

2019-11-21

La psicologa e psicoterapeuta Emma Bassetti è la dottoressa che si occuperà, nell’ambito del progetto #PassaportoSalute dedicato alla fascia di età 14-20, delle visite psicologiche. A lei chiediamo in cosa consista, concretamente, questo primo colloquio con l’adolescente: “Si tratta di un incontro della durata di circa 50 minuti nel quale si sviluppa un dialogo tra il ragazzo o la ragazza e lo psicologo, che ascolta l’adolescente per comprendere le sue difficoltà e il suo punto di vista. Indipendentemente da quello che racconta, è importante che il ragazzo non si senta giudicato ma accolto per come è e accettato incondizionatamente. Il terapeuta modula ogni colloquio in funzione della persona che ha davanti, lasciando libertà di raccontarsi, di portare nel discorso ciò che ritiene importante in quel momento. L’adolescente, infatti, non è tenuto a dire nulla che non voglia, il colloquio non è un interrogatorio. Lo psicologo può fare delle domande per inquadrare meglio il problema e il contesto di vita del giovane paziente e raccogliere una anamnesi per orientare il ragazzo al percorso di supporto più adeguato. Il colloquio si chiude solitamente con una restituzione, una sorta di riassunto dell’incontro in cui vengono riportati i punti essenziali legati alla sofferenza che gi ha fatto chiedere l’appuntamento ma anche i punti di forza su cui fare affidamento per un cambiamento positivo. Una specie di feedback affinché rimanga qualcosa della visita. E infine può venire individuate con il ragazzo un percorso successivo in cui vengano condivisi gli obiettivi e le regole, tutto concordato con l’adolescente che rimane protagonista attivo delle decisioni prese assieme. Se il ragazzo è minorenne, ci vuole il consenso dei genitori che devono essere informati sulle modalità del lavoro ma sempre nel rispetto del segreto professionale e della priorità che ha il ragazzo rispetto a chiunque altro”.

La dottoressa Bassetti ci spiega perché si sia ritenuto importante inserire la visita psicologica nell’ambito del #PassaportoSalute dedicato agli adolescenti. “La fascia di età 14-20 anni è un periodo delicato, di transizione. Caratterizzato da cambiamenti ai quali il ragazzo deve andare incontro e che riguardano il corpo, la sessualità, il rapporto con il mondo esterno. È una fase nel quale l’adolescente non è più un bambino ma neanche un adulto, deve costruire la sua identità, capire chi è e chi vorrebbe essere. Può capitare che non sia pronto per questi cambiamenti e manifesti disagio e difficoltà nei modi più diversi: disagio nel rapporto con se stessi, con il proprio corpo, la propria sessualità, problematiche nella relazione con gli altri, difficoltà nell’andare a scuola, manifestazioni di ansia, depressione, problemi nel rapporto con il cibo, uso di sostanze e così via. 

Se così avviene, se si trovano a dover affrontare una problematica o un disagio ai quali non possono dare risposte, è fondamentale che i ragazzi  sappiano che esiste uno spazio a loro dedicato, nel quale sentirsi accolti e aiutati a capire ciò che gli sta succedendo e a trovare il modo per stare meglio. Con l’aiuto dello psicologo”.

 

La dottoressa Emma Bassetti

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