"Le terapie farmacologiche e non farmacologiche per la cura dell'osteoporosi"

"Le terapie farmacologiche e non farmacologiche per la cura dell'osteoporosi"

2019-04-11

Dopo aver spiegato nella prima parte dell'intervista i motivi che hanno portato la Casa di Cura San Camillo di Milano a dotarsi di un ambulatorio dedicato all’osteoporosi e aver indicato  i tratti principali della malattia, il dottor Federico Furlan si sofferma sui principali tipi di cura.

Dottor Furlan, come si può provare a curare l’osteoporosi?
Esistono diverse possibilità: terapie farmacologiche e non farmacologiche. Le prime sono rappresentate da farmaci specifici che hanno il compito di mettere l’osso a riposo, di bloccare la perdita di calcio, di stimolare l’osso a produrre osso nuovo che migliora la qualità meccanica e la resistenza. Esistono varie categorie di farmaci: i bisfosfonati, che sono farmaci molto vecchi ma che funzionano bene e si usano ancora, e poi ci sono quelli nuovi, come i farmaci biologici, il denosumab, un anticorpo monoclonale contro proteina dell’osso che, quando somministrato, mette a riposo cellule dell’osso che causano la sua degradazione. Poi ci sono farmaci che stimolano l’osso a produrne di nuovo, come un farmaco il cui principio attivo è il forsteo. Sono tutti ottimi, con elevato profilo di tolleranza.

E per quanto riguarda le terapie non farmacologiche?
Con questo termine intendo l’attività fisica e l’alimentazione. L’alimentazione è importante perché, con quello che mangio, devo introdurre nel mio corpo un’adeguata quantità di calcio: una volta si tendeva a somministrare preparati a base di calcio, ora molto meno perché le possibilità alimentari che abbiamo sono per chiunque (compresi vegani, vegetariani o chi fa una dieta particolare) ricche di calcio. E, se dovesse mancare, viene addizionato. Il fabbisogno giornaliero è di circa un grammo e, con una dieta variata ed equilibrata, si riesce a introdurre un’adeguata quantità di calcio nel nostro organismo. Altro capitolo per la terapia non farmacologica è l’attività fisica. A seconda dell’età, ha funzioni diverse: negli adulti e negli anziani sofferenti di osteoporosi, l’attività fisica rinforza la muscolatura che serve a sostenere l’osso un po’ più fragile e migliora il senso di equilibrio, che contribuisce a diminuire il rischio di cadute e, di conseguenza, di fratture. Va istruito il paziente: è facile dare un farmaco, è più difficile spiegare l’utilità di uno stile di vita corretto. Ma va sempre fatto. 

Quali esami possono essere effettuati presso l’ambulatorio della Casa di Cura San Camillo?
Innanzitutto la Moc, ovvero la Mineralometria ossea computerizzata: si usa la metodica dexa. Per l’osteoporosi si fa al polso, al femore e alle vertebre: serve per valutare la quantità in grammi per centimetro quadrato di osso. Poi c’è un indice detto discorma che ci fa distinguere chi è normale, chi ha l’osteoporosi e chi ha la via di mezzo che è l’osteopenia. Con queste informazioni, con la Moc, con gli esami del sangue e con l’anamnesi del paziente posso definire l’osteoporosi.