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Come la chirurgia mininvasiva può eliminare i dolori causati dell'ernia del disco

2020-07-30
Come la chirurgia mininvasiva può eliminare i dolori causati dell'ernia del disco

Anche l’ernia del disco può essere curata con la chirurgia mininvasiva. È il dottor Norberto Confalonieri, ortopedico e traumatologo al San Camillo, a spiegarci come bisogna procedere in questi casi: "Partiamo da una premessa: cos’è l'ernia del disco? È una protrusione o fuoriuscita del disco intervertebrale, cioè del disco di cartilagine ialina che c'è tra una vertebra e l'altra. Rendiamoci conto che ci sono 32 vertebre, per cui ci sono 32 dischi. Con l'età, con i traumi, con la vita, magari con una richiesta funzionale della colonna sempre maggiore soprattutto per lo sport e per l'attività ginnica in genere, il disco dopo i 30 anni inizia a degenerare e può uscire dalla sua sede”.

IL CONFLITTO
E che cosa succede in questi casi? Ancora il dottor Confalonieri ci viene in soccorso: “Quando esce dalla sua sede nel canale midollare, ecco che ernia o protrude va a costituire il famoso conflitto disco-radicolare che genera dolore e procura paralisi o paresi a valle dei nervi, a valle della colonna vertebrale, per cui alle gambe oppure alle cosce. I sintomi chiari e netti sono ad esempio una ipofunzione dei riflessi oppure una mancata sensibilità e così via. Ma soprattutto noi interveniamo quando c'è un dolore incoercibile”.

MALATTIA AUTOESTINGUIBILE
Il dottor Confalonieri chiarisce un altro aspetto molto importante, per quanto riguarda l’ernia del disco: “Diciamo subito che è una malattia autoestinguibile. Nel corso degli anni questa fuoriuscita del disco tende a ridursi perché tende ad essiccarsi. Questo è il cardine della terapia con l'ozono paravertebrale che serve per aiutare l'ernia del disco a essiccarsi. Ma, quando l’ozono fallisce oppure quando il dolore è così incoercibile con altri rimedi che non si può vincere, ecco che si può ricorrere alla chirurgia”

CHIRURGIA TRADIZIONALE E MININVASIVA
Ecco dunque che, quando la necessità di intervenire diventa ineluttabile, si aprono due strade: “C’è la chirurgia tradizionale, della quale non parlo, e c'è la chirurgia mininvasiva. La chirurgia mininvasiva è una specie di endoscopia: cioè come la gastroscopia o come la colonscopia, ecco che c'è l'endoscopia del canale lombare. Si sale con un endoscopio nel canale midollare attraverso lo iato sacrale e si riescono a introdurre piccoli strumenti per cercare di diminuire la pressione delle ernie o della protrusione sulle radici oppure sulla cauda equina. Ecco allora che si può introdurre un palloncino tipo Fogarty, soprattutto per diminuire questa pressione. Oppure anche per liberare le aderenze fibrose per esempio negli esiti di un intervento tradizionale che causa ancora dolori; poi si possono introdurre delle piccole forbicine per cercare di smangiucchiare l'ernia del disco per diminuirne sempre la pressione e trasformare così il conflitto disco radicolare in una tolleranza disco radicolare”.

 

Guarda l'intervista con il dottor Confalonieri

Foto: pixabay.com (Gundula Vogel)

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