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Come si originano le dolorose coliche renali e in quale modo possono essere contrastate

2020-06-29
Come si originano le dolorose coliche renali e in quale modo possono essere contrastate

Chi è senza dolore scagli la prima pietra. Il concetto rende bene l’idea di come sia praticamente impossibile avere un problema di calcoli senza sentire un dolore forte, che a volte appare addirittura insostenibile. Ecco perché abbiamo chiesto al dottor Tommaso Camerota, specialista nel campo della urologia presso la Casa di Cura San Camillo di Milano, se esista un modo per alleviare il male. “I calcoli possono determinare dolore per differenti motivi: perché occupano uno spazio che abitualmente è libero ed è solamente occupato da un liquido che è l'urina, e quindi danno una pesantezza che è una forma di dolore ma non è un dolore così rilevante. In questo caso dei blandi antinfiammatori sono sufficienti a lenire il sintomo".

LA COLICA RENALE
Ma ci sono situazioni anche più serie: "In altri casi possono determinare un dolore violento che è legato al loro movimento: essendo un sasso che ha non una forma perfettamente sferica ma possiede delle spigolature, può grattare all'interno la struttura urinaria, quindi l'uretere, e determinare un dolore sia legato al passaggio, sia legato al fatto che magari l’uretere in un punto è un pochino più stretto e quindi il calcolo fa un po' da tappo. La colica renale è un dolore molto violento, per cui sono necessari analgesici magari intramuscolo o endovenosi come somministrazione, oppure antinfiammatori, farmaci anche per la nausea o il vomito che possono conseguire a un dolore molto violento. Eventualmente è consigliata pure una terapia antibiotica associata in caso di febbre”.

 

Guarda l'intervista al dottor Camerota

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Spiega il dottor Corrado Bait, ortopedico: "Tale periodo deve essere diviso in due fasi: quella di rieducazione e quella di recupero della normale attività. Occorre considerare anche le patologie associate"

Spiega il dottor Tommaso Camerota, urologo: "I calcoli grattano l'uretere oppure occupano uno spazio stretto. Si deve ricorrere ad analgesici intramuscolo o, in casi più gravi, agli antinfiammatori"