Neve è bello, ma attenti agli infortuni: intervista con il dottor Capitani

Neve è bello, ma attenti agli infortuni: intervista con il dottor Capitani

2018-12-21
Neve è bello, ma attenti agli infortuni: intervista con il dottor Capitani

Dottor Paolo Capitani, dallo sci allo snowboard: quali sono gli infortuni più frequenti negli sport invernali?
In questo periodo, lo sci alpino è il più diffuso al mondo, ma anche lo snowboard sta prendendo sempre più piede, specialmente tra i più giovani. Chiude questa speciale classifica degli sport invernali più praticati lo sci di fondo. In tutte queste attività, il rischio principale è quello degli infortuni di tipo traumatico, in primis legati alle articolazioni. Sono molto frequenti problemi alle ginocchia, seguono le spalle, le gambe e le mani. Ma anche la schiena è soggetta a infortuni, sono tanti i soggetti che hanno problemi di tipo lombare. La causa principale degli infortuni sono le cadute, la percentuale è alta.

Come si può prevenire problemi di questo tipo?
La preparazione dovrebbe partire da lontano, addirittura dall’estate: è bene prepararsi globalmente e in modo adeguato. La prima causa degli infortuni deriva proprio dalla scarsa preparazione fisica e atletica, sono tanti i soggetti che dopo un lungo periodo di inattività sportiva si mettono sugli sci e hanno problemi. Per questo motivo non bisognerebbe prepararsi soltanto nell’ultimo mese o addirittura presentarsi sulle piste senza allenamenti, ma stilare una tabella di lavoro. Il consiglio è andare in palestra o in bicicletta, anche la corsa è una buona alternativa: l’importante è effettuare esercizi di rinforzo del tono muscolare. Da non dimenticare, poi, il riscaldamento immediatamente precedente alla sciata: vanno bene un po’ di squat e di piegamenti, fondamentale lo stretching per le gambe e per le braccia. Oltre a tutto ciò, bisogna controllare l’equipaggiamento, dagli sci, agli scarponi fino agli attacchi. E indossare sempre casco e paraschiena.

Quali sono i soggetti più a rischio infortuni?
Innanzitutto, come detto, chi riprende a sciare dopo lunghi periodi di totale inattività. E poi, inevitabilmente, i principianti: il motivo, però, è prettamente legato alla scarsa esperienza. Sono tanti coloro i quali, alle prime sciate, non prestano attenzione al traffico delle piste, così da mettere in pericolo non solo la propria salute ma anche quella degli altri: penso a chi si ferma dove non si potrebbe, ad esempio in mezzo ai tracciati o dietro alle collinette. Ci vorrebbe più educazione in pista, è un discorso che va oltre la semplice preparazione fisica.

Qual è il modo migliore per suddividere l’attività sportiva durante la giornata?
Andare sugli sci è un po’ come andare in bicicletta, non ti dimentichi come si fa. Però, almeno per le primissime volte, è consigliabile frequentare un paio di lezioni con un maestro per riprendere dimestichezza. Non si inizia mai dalle piste più difficili, il riscaldamento è da fare sui percorsi più semplici. Lo sci è uno sport che toglie tante energie, più si scia meno i riflessi sono pronti: tra il mattino e il pomeriggio, è consigliabile una lunga pausa per ricaricare le batterie. Anche perché, durante la giornata, la neve cambia e al pomeriggio è necessario avere maggiore attenzione. Inoltre, mai stancarsi troppo il primo giorno, anche se inevitabilmente, avendo poco tempo per dedicarsi a questo sport, si vuole strafare: il secondo giorno è sempre il più duro.

Quanto incide la temperatura atmosferica sugli infortuni?
Più fa freddo, più c’è il rischio di affaticamenti muscolari o contratture. E poi c’è il rischio di perdere la sensibilità nei piedi, di conseguenza la percentuale degli infortuni cresce. Bisogna sempre tenere al caldo il corpo, l’abbigliamento che abbiamo a disposizione è perfetto: tanti capi ormai trattengono il calore lasciando traspirare il sudore senza essere eccessivamente cari. A fine pista, quando si risale in seggiovia, è fondamentale slacciare gli scarponi per riattivare la circolazione.