Apnee notturne, tonsilliti e vertigini: come il San Camillo risponde alle problematiche otorinolaringoiatriche

2019-10-18
Apnee notturne, tonsilliti e vertigini: come il San Camillo risponde alle problematiche otorinolaringoiatriche

Quando si parla di otorinolaringoiatria, si fa riferimento a tutte le diagnosi e le terapie, sia mediche sia chirurgiche, che riguardano orecchie, naso e laringe. Con il dottor Tindaro Amaina, specialista presso la Casa di Cura San Camillo di Milano, affrontiamo alcune tematiche specifiche.

Dottor Amaina, quando si parla di apnee notturne e roncopatie a cosa ci si riferisce?
Ci riferiamo a un disturbo respiratorio che avviene durante il sonno. Durante le ore notturne, in alcuni soggetti, si verifica un arresto del respiro che può durare da alcuni secondi a qualche minuto. L'arresto è causato dall'ostruzione delle vie respiratorie superiori che può essere completo o parziale: quindi si parlerà di apnee o di ipopnee. Chi ne soffre, lamenta un brusco risveglio durante la notte e succede perché il nostro corpo interrompe il riposo come misura d’emergenza. Le cause favorenti possono essere obesità, sedentarietà, legati a un maggiore rischio cardiovascolare.

C’è un legame tra la roncopatia notturna e le apnee? 
Il russamento o roncopatia avviene quando l'aria fa fatica a passare attraverso le vie respiratorie superiori cavo orale, naso, gola, palato molle. Nella maggior parte dei casi il russamento è dato dalla vibrazione del palato molle. La differenza tra russamento e apnea è data dal livello di ostruzione che l'aria incontra al suo passaggio: a causare il russamento è infatti una chiusura parziale delle vie aeree superiori, mentre l'apnea è provocata da un blocco completo delle vie aeree, con una conseguente interruzione della respirazione. Tale patologia implica un disturbo del sonno che porta una stanchezza mattutina e una disattenzione nei soggetti che ne soffrono, oltre a un aumento del rischio cardiovascolare. 

Cosa possiamo consigliare a chi soffre di queste patologie? E quali possono essere le terapie?
Il primo passo per una corretta diagnosi è l'esecuzione di un esame, la polisonnografia, che si può eseguire al proprio domicilio, montando un apparecchio che registra il grado di apnea e russamento. Le terapie possono essere varie, di tipo chirurgico o medico. Nel primo caso abbiamo gli interventi sul palato molle con dei fili autobloccanti che mimano un lifting palatale, irrigidendolo senza più farlo vibrare. A volte si associa a tale intervento la tonsillectomia in tonsille ipertrofiche e interventi nasali. Le terapie non chirurgiche prevedono applicazione di Oral Device e MAD, Mandibular Device Advancement. 

Stiamo entrando nel periodo più fertile per l’insorgere delle tonsilliti?
Con l'arrivo del primo freddo, gli sbalzi di temperatura causano le faringo/tonsilliti. Tali patologie delle prime vie aeree non sono altro che infiammazioni delle tonsille e del faringe che causano mal di gola, febbre e dolori articolari. In alcuni casi si possono prevenire grazie a terapie con immunostimolati e si curano con antinfiammatori, antibiotici e antifebbrili. A volte, facendo esami specifici, ci potrebbe essere l'indicazione chirurgica di tonsillectomia che, allo stato attuale, personalmente eseguo con il bisturi a radiofrequenza. Un intervento che dura 15 minuti con una notte di ricovero.

Parliamo ora di vertigini: che nesso c’è tra il disturbo del controllo dell’equilibrio e l’orecchio?
Le vertigini sono quasi sempre legate a disturbi dell'orecchio, quali labirintiti, labirintosi, sindrome di Meniere, idropendolinfatica, neurinomi e tumori celebrali. I sintomi che accompagnano la vertigine sono nausea, vomito, sensazione di andare in barca o in giostra. La terapia dipende dal tipo di vertigine: talvolta sono necessari farmaci urgenti come nella labirintite e nella sindrome di Meniere. Molto spesso, nella stragrande maggioranza dei casi, la vertigine dipende dallo spostamento degli otoliti, ossia sassolini che si trovano all'interno dell'apparato vestibolare responsabile dell'equilibrio. In quest'ultimo caso va effettuato un esame vestibolare completo per cui vengono effettuate delle manovre per riposizionare questi otoliti. Le manovre vanno ripetute fino a completa guarigione, ovvero fino a che il paziente non si senta sicuro rispetto all'ambiente circostante.

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